Intervista al nuovo Presidente di LU.ME. Emilio Iavazzo

29 gennaio 2019

Il 2019 si apre con una grande novità per LU.ME.: dopo i 6 anni di presidenza, Massimo Bellandi passa il testimone a Emilio Iavazzo, Responsabile Risorse Umane di Rotork. Abbiamo il piacere di presentarvelo attraverso questa intervista:

Da quanti anni conosce LU.ME.?
Conosco LU.ME. da circa tre anni. Prima di approdare alla metalmeccanica ho lavorato nel farmaceutico (Kedrion) e con la collega Sara Da Pisa organizzavamo spesso dei corsi, durante i quali più di una volta siamo entrati in contatto con LU.ME.. Ora che sono arrivato in Rotork ho poi avuto modo di approfondire la conoscenza del progetto grazie ad Antonella Lancelotti, che ha seguito attivamente LU.ME. fin dai suoi inizi.

Come si sente in questo nuovo ruolo di Presidente?
Quando Flavio Batti, General Manager di Rotork, mi ha parlato dell’opportunità di assumere questo ruolo sono rimasto molto colpito perché LU.ME. l’ho sempre collegato ad aspetti di carattere sociale. Io sono uno psicologo e in ambito HR ho sempre avuto un’attenzione particolare a tutto ciò che succede sul piano sociale sia in Azienda che al di fuori dell’Azienda. Per questo motivo ho vissuto la presidenza di LU.ME. immediatamente attraverso una sensazione di continuità; l’ho vista come una continuazione del mio approccio personale, a partire dalla laurea in psicologia sino ad arrivare al percorso professionale che ho maturato sino ad oggi nell’ambito delle Risorse Umane. Francamente è un ruolo che mi piace. Siamo solo all’inizio del mandato, ma noto che c’è un buon clima nel gruppo di lavoro e c’è soprattutto la possibilità di realizzare molte cose. Credo che si possa davvero fare qualcosa di buono. Possiamo incidere a modo nostro e mi permetto di dire che forse possiamo addirittura osare un po’ di più. Le potenzialità sono ampie soprattutto per i link che si possono creare fra aziende e mondo della scuola.

Quale crede possa essere il suo contributo al progetto?

Mi piacerebbe proseguire nella direzione della sensibilità rispetto a quanto accade sul territorio, cercando sinergie per i giovani e le aziende. Di conseguenza proveremo a metterci nei panni dei dipendenti delle aziende rappresentate, dei giovani e delle stesse aziende sul territorio per identificare bisogni pratici da fronteggiare.

Quali sono gli obiettivi che si pone?

Dare seguito agli obiettivi che già sono in essere, dando loro nuova enfasi e come già detto osare anche un po’ di più. Vorrei rendere LU.ME. ancora più giovane e interessante, puntando a qualche novità e, in linea con la positività delle cose già fatte, farne di nuove. Creare una relazione fra il training universitario e le risorse umane delle aziende, per esempio. Nel 2019 ci sarà una tematica comune a tutte le aziende metalmeccaniche che riguarda la formazione per i dipendenti. A partire quindi da un obiettivo comune già esistente, sarebbe bello far leva sullo sviluppo delle risorse umane trovando un link col mondo esterno per creare nuove sinergie sul territorio.

Cosa chiede ai dipendenti e alle aziende di LU.ME.?

Chiedo un coinvolgimento rinnovato nell’indicarci un nuovo indirizzo con lo scopo di farci capire bene in quale direzione dobbiamo focalizzare la nostra attenzione. In fondo LU.ME. nasce con lo scopo di adoperarsi per i dipendenti, dobbiamo perciò capirne una volta di più le loro esigenze.

Come vede LU.ME. fra un anno?

Nel pieno rispetto della storia di LU.ME. e di quanto è stato realizzato sino ad oggi, a gennaio 2020 mi piacerebbe raccontare che abbiamo realizzato qualcosa di nuovo e di concreto che possa aiutare LU.ME. a basarsi sempre su una funzionalità rinnovata.

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