LU.ME. in persona. Intervista a Alessandro Mennucci di Toscotec

29 gennaio 2019

Quando è cominciata l’avventura LU.ME. si sarebbe mai immaginato di arrivare a festeggiare i 6 anni?
L’intento di unione che ha ispirato la fondazione di LU.ME. guardava lontano. L’obbiettivo che ci siamo prefissi di sostenere lo sviluppo del territorio è necessariamente a lungo termine. Sono soddisfatto del lavoro che ci ha portato a questo primo traguardo e ritengo che ci siano validi motivi per festeggiare i risultati ottenuti in questi cinque anni.

Quanta soddisfazione c’è nel vedere che un progetto come questo continua a ottenere il consenso di tante aziende anche concorrenti fra loro?
Molta soddisfazione. È la passione per il nostro territorio, per il talento e la ricchezza del capitale umano che abbiamo che ci tiene uniti, al di là della concorrenza sul mercato. Tutte le aziende associate possono beneficiare dello sviluppo delle competenze locali e della crescita del comparto metalmeccanico della Lucchesia. Sono valori importanti, per i quali siamo disposti a impegnarci e ad investire.

C’è un aspetto che le sta particolarmente a cuore di quelli che LU.ME. porta avanti?
Senza dubbio la formazione. L’orientamento al lavoro, tramite l’Orientagiovani LAB e il PMI Day, è mirato ad aiutare i ragazzi a fare scelte consapevoli per il proprio futuro. Questa scelta è alla base della loro vita professionale futura e della passione che la alimenterà. E anche lo sviluppo di progetti di alternanza scuola-lavoro, le partnership con le università e il sostegno alla formazione professionale sono fondamentali nel mondo di oggi. Le aziende possono, e a mio avviso devono, dare un contributo di rilievo per accorciare la distanza scuola-lavoro, che danneggia sia i giovani che le aziende. Toscotec negli ultimi anni è cresciuta molto in termini di organico. Per noi si tratta di questioni di vitale importanza.

Nella sua esperienza professionale prima di LU.ME. ha mai avuto modo di confrontarsi con progetti che si possono paragonare a LU.ME.?
Onestamente no. Nella mia esperienza, LU.ME. non è solo la prima ma è anche unica nel suo genere. Per questo Confindustria ha riconosciuto il suo valore a livello nazionale come iniziativa da imitare e riprodurre.

C’è un aneddoto legato al progetto LU.ME. che ci vuole raccontare?
Per qualche anno LU.ME. ha organizzato un Trofeo all’interno della Gara Ciclistica di Confindustria e Toscotec ha partecipato con una nutrita schiera di atleti. Non ricordo bene quale anno fosse, ma nella classifica ufficiale mancava un nostro dipendente regolarmente iscritto e che aveva gareggiato… dov’era finito? Semplicemente vedendo allestito il buffet del dopo gara si era fermato a fare festa credendo già di aver tagliato il traguardo!! Così di quel Trofeo ricordiamo un selfie con un sorriso smagliante e una tartina in mano.. ma venti metri prima dell’arrivo!

Quando è cominciata la sua avventura professionale avrebbe mai immaginato di arrivare a ricoprire ruoli così importanti?
Come per tutti al primo impiego, anche io lavoravo per provare me stesso. Ma all’inizio è facile che la quantità immensa di cose da imparare possa intimidire. Per crescere professionalmente, occorre mettersi alla prova sul lavoro quotidiano di tutti i giorni. Le persone intorno possono incoraggiarti, sostenerti in vari modi, possono aprire per te una porta, ma alla fine sei tu che devi varcare la soglia.

C’è un aneddoto che vuole raccontarci legato alla sua vita professionale?
Nel 2002 facemmo un rebuilding importante a Wepa Giershagen, il nostro primo lavoro con quello che è oggi uno dei partner principali della Toscotec. Siccome i tempi di consegna della ricostruzione erano strettissimi, fummo costretti a lavorare consecutivamente non so quante ore, senza riposare o fermarsi per mangiare. Quanto era tutto pronto per partire, i nostri tecnici approfittarono finalmente di una pausa per ordinare delle pizze al volo e mangiare un boccone. Proprio in quel momento, arrivò un direttore del cliente e vide qualcuno che mangiava le pizze. Rimase così impressionato da questo comportamento, ma senza capire il contesto di quello che era stato uno sforzo forsennato e un lavoro eccellente, come dimostrammo con l’avviamento nei tempi previsti, che all’ordine successivo richiesero in maniera amichevole che non portassimo pizze in cartiera!

Quanto tempo dedica a sé stesso come persona e quanto a sé stesso come professionista?
Come per tutti, è un equilibro difficile. La famiglia è una parte fondamentale e irrinunciabile della mia vita quotidiana, e sono felice di dedicarle lo spazio che merita. Allo stesso tempo, il lavoro di amministratore della Toscotec richiede grandi energie e tempo, ovviamente. Anche per questo lo sviluppo del capitale umano è fondamentale! Costruire una squadra di validi professionisti in azienda è importante anche per poter mantenere questo equilibro.

Se le dico “futuro” cosa le viene in mente?
Crescita. Passione. Impegno quotidiano per raggiungere gli obbiettivi e stabilirne sempre di nuovi. E cambiare, per fare sempre meglio.

Cosa augura ai giovani che si apprestano a entrare nel mondo del lavoro?
L’augurio che faccio loro è di essere attivi, curiosi, darsi da fare per scoprire le opportunità che li circondano, rallegrarsi ma non accontentarsi mai dei risultati ottenuti. Il mondo del lavoro è sempre alla ricerca di giovani così.

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