LU.ME in persona. Intervista a Elena Gioffredi di Rotork.

19 giugno 2015

Da quanti anni fai questo lavoro? Credi di esserci portata o avresti voluto fare altro?


Sono qui da 12 anni e non ho mai fatto altro. Sono sempre stata nelle vendite. Ho cominciato nel settore delle valvole e poi sono entrata qua. Devo dire che è stata l’occasione della mia vita entrare in Rotork.

Ci sono lati del tuo carattere che credi ti aiutino nel tuo lavoro e altri invece credi ti ostacolino?


Sono espansiva e empatica e questo mi aiuta certo, ma sono anche un po’ ansiosa e questo a volte mi ostacola. Soprattutto nel mio ruolo ti devi prendere dei rischi. Fra l’altro sono tecnico-commerciale pur non essendo ingegnere e anche se con l’esperienza ho imparato a preparare qualsiasi tipo di offerta tecnica, in certe occasioni mi faccio prendere dall’ansia.

Ci sono aneddoti legati al tuo lavoro, ai colleghi, ai clienti, a qualche commessa o consegna che vorresti raccontare?


L’altro giorno sono dovuta andare a Milano per tutta la giornata e ho lasciato le bimbe da portare a scuola a mio marito. La più grande quando sono tornata a casa mi ha detto “ma stamattina mi hai mandata a scuola senza merenda e senza occhiali”. Io ho sorriso perché in realtà era stato mio marito, anche se il fatto che io fossi andata via per lavoro mi rendeva in qualche modo colpevole ai suoi occhi di aver lasciato papà, che come tutti i papà non sa sempre tutto, a gestire la situazione.

Quanto conta il lato umano nel lavoro per te? E per l’azienda?


Il lato umano è fondamentale anche se spesso i miei sono rapporti telefonici. Dopo tanto tempo però si instaura un rapporto di fiducia e amicizia con i clienti. Con i colleghi poi, visto che lavoriamo in un openspace, il lato umano è importantissimo.

Quanto incide sul tuo rapporto familiare il lavoro che fai? Orari, stress, impegno ecc…


La flessibilità dell’orario mi ha cambiato la vita. Riesco molto meglio a gestire tutto, perché se entro alle 8 posso uscire alle 17 e per chi ha figli è davvero importante.

I tuoi bambini sono venuti a trovarti in azienda? Cos’hanno detto?


Ho due figlie, la prima è già venuta molte volte, la seconda invece quest’anno sarà la prima volta. E’ stata molto orgogliosa del mio lavoro quando ha visto il mio ufficio. Poi io vengo da una famiglia di donne che hanno sempre lavorato e far vedere alle mie figlie dove va la mamma quando esce di casa e sta via tutto il giorno è davvero importante.

Conosci il progetto LU.ME.? Cosa ne pensi?


Lo conosco benissimo. Anzi posso dire che noi siamo una famiglia LU.ME. Mio marito lavora in Fosber. Credo sia una grande opportunità di scambio per tutti. Ti dà la bella sensazione di essere parte di una realtà che si occupa dei suoi dipendenti, dello sviluppo del territorio e della città in cui vivi.

Hai mai usato la carta FamigliaPiù?


Certo che la usiamo. Ne abbiamo addirittura due.

Se ti chiedessero di definirti con una parola, una frase, un modo di dire, un proverbio cosa diresti?

Tendo a non dare definizioni. Rinchiudersi in una definizione non ha senso perché l’esperienza della vita ti cambia. Per me non è possibile infilarsi solo in una definizione.

 

 

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