LU.ME. in persona. Intervista a Marta Bertani di Fosber.

2 settembre 2015

Da quanti anni fai questo lavoro?

Sono in Fosber da 27 anni. Vengo dalla vecchia gestione, Bertani Giuseppe ex titolare dell’azienda era mio zio. Sono entrata qui che ero una ragazza e ho vissuto tutta la crescita dell’azienda: da 50 dipendenti dell’inizio ai 260 di oggi. Un bel salto. La Fosber di 27 anni fa era certamente un’altra realtà. Ho cominciato in amministrazione e poi col tempo l’azienda mi ha permesso di trovare un ruolo più consono alle mie capacità e sono così passata in produzione. Il nuovo incarico è più nelle mie corde, mi sento molto più stimolata adesso.

Credi di esserci portata o avresti voluto fare altro?

Avrei voluto fare l’ISEF e diventare una professoressa di ginnastica. In realtà ho frequentato una scuola professionale e questo mi ha permesso di entrare in Fosber. Non so se ci sono portata, certo è che quando ero in amministrazione avevo l’impressione che il tempo non passasse mai, ora invece, da quando sono in produzione, ci sono giorni in cui guardo i miei colleghi e dico “ma è già ora di andare a casa?”. Il che significa che mi trovo davvero bene.

Ci sono lati del tuo carattere che credi ti aiutino nel tuo lavoro e altri invece credi ti ostacolino?

Mi rapporto con gli altri generalmente in maniera positiva. Quando qualcuno sbaglia cerco sempre di essere costruttiva; certo, a volte sbotto anch’io, ma cerco di farlo sempre sottolineando l’aspetto costruttivo.

Ci sono aneddoti legati al tuo lavoro, ai colleghi, ai clienti, a qualche commessa o consegna che vorresti raccontare?


Essere qui da tanti anni ovviamente ti fa vedere l’azienda sotto molti punti di vista, non solo come un posto di lavoro. Ho due colleghe, Elisa e Antonella, siamo le più grandi di età e siamo diventate amiche. Da qualche anno andiamo in vacanza insieme. Abbiamo iniziato con delle semplici vacanze alle terme e quest’anno siamo andate persino a New York.

Quanto conta il lato umano nel lavoro per te? E per l’azienda?


Il lato umano è prioritario per entrambi. Ho sempre cercato di avere un buon rapporto con tutti. Anche quando mi è capitato di incontrare delle persone con le quali ho lavorato, gente che fuori dal contesto aziendale non avrei mai riconosciuto, è stato un piacere immenso essere riconosciuta e averli salutati. Pensare di aver lasciato un buon ricordo è sempre gratificante.

Quanto incide sul tuo rapporto familiare il lavoro che fai? Orari, stress, impegno ecc…


Mio figlio adesso è grande e anche quando era piccolo ho sempre avuto i nonni vicini che mi davano una mano, quindi non ho mai avuto difficoltà. Il lavoro in realtà incide positivamente perché dopo tanti anni qui ho trovato oltre alla mia dimensione professionale, anche delle vere amicizie.

Tuo figlio è venuto a trovarti in azienda? Cos’ha detto?


Mio figlio ha addirittura lavorato qui con me in magazzino per un po’. Ha conosciuto il mondo Fosber da dentro e per me è stato molto importante, ha potuto vedere cosa faccio tutti i giorni e come sono considerata dai miei colleghi.

 Conosci il progetto LU.ME.? Cosa ne pensi?


Lo conosco e penso che Fosber ci stia benissimo come azienda. Per la cura dell’ambiente, la cura delle persone, della mensa, degli spazi comuni, del parcheggio, tutto è rivolto a farci stare bene. Quindi direi che LU.ME. è la giusta dimensione per un’azienda come questa.

Hai mai usato la carta FamigliaPiù?


No, sinceramente no. Ma lo farò al più presto.

Se ti chiedessero di definirti con una parola, una frase, un modo di dire, un proverbio cosa diresti?

Sono disponibile e quando posso aiuto gli altri.

 

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