LU.ME. in persona. Intervista a Paolo Lucchesi di A.Celli.

22 dicembre 2015

Da quanti anni fai questo lavoro? Credi di esserci portato o avresti voluto fare altro?


Lavoro qui da giugno dello scorso anno, sono ingegnere gestionale e il titolo che ho si sposa con quello che sto facendo qui perché uso sia le basi tecniche che quelle organizzativo-economiche. Infatti ho una conoscenza tecnica anche se non approfondita, per quello ci sono i tecnici veri e propri, perché la mia posizione deve avere sì una base tecnica, ma soprattutto è importante il lato organizzativo. Mi vedo portato sia come attitudine che come preparazione scolastica. Prima di venire in A. Celli ho fatto anche un master in project management. Lì ho imparato e qui metto in pratica.

Ci sono lati del tuo carattere che credi ti aiutino nel tuo lavoro e altri invece credi ti ostacolino?


Nel reparto dove lavoro una delle determinanti è il tempo. Il fermo di una macchina si traduce in perdita di produzione, se fai un lavoro organizzato puoi fronteggiare gli imprevisti, altrimenti no. Io sono una persona organizzata. E poi sono tenace. In un lavoro del genere non devi mai fermarti al primo ostacolo. A volte sono troppo preciso e analitico, metto troppo dettaglio, cosa che in certi mercati a volte non è necessario. Ci si deve tarare in base ai clienti.

Ci sono aneddoti legati al tuo lavoro, ai colleghi, ai clienti, a qualche commessa o consegna che vorresti raccontare?


Viaggiando molto e trovandomi spesso in circostanze culturali e paesi diversi possono capitare situazioni che ti arricchiscono sia personalmente che professionalmente. Non ho aneddoti in particolare, ma posso dire che viaggiare ti fa affrontare la vita con occhi diversi.

Quanto conta il lato umano nel lavoro per te? E per l’azienda?


Il lato umano è il 99%. Ci troviamo sempre in prima linea a contatto col cliente. Se ti chiamano devi essere sempre pronto. Conta molto anche per l’azienda, se non c’è il lato umano non si va da nessuna parte. Siamo sempre a disposizione del cliente.

Quanto incide sul tuo rapporto familiare il lavoro che fai? Orari, stress, impegno ecc…


Tre quattro mesi l’anno sono fuori casa. Al momento non sono sposato quindi direi che non incide negativamente sulla mia vita personale.

Conosci il progetto LU.ME.? Cosa ne pensi?


Lo conosco e penso sia uno strumento importante per avere uno specchio reale di ciò che c’è intorno a te. È un modo per misurarsi con quello che fanno i tuoi vicini.

Hai mai usato la carta FamigliaPiù?


No, non ancora, ma l’attiverò presto.

Se ti chiedessero di definirti con una parola, una frase, un modo di dire, un proverbio cosa diresti?

Sicuro affidabile e tenace. L’arrendersi è la garanzia del fallimento.

 

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