Lu.Me. in persona. Intervista a Rita Camerota di Fabio Perini.

31 marzo 2016

Da quanti anni fai questo lavoro? Credi di esserci portata o avresti voluto fare altro?

Sono entrata in Perini nel 1999 nell’Ufficio vendite per sostituzione di maternità. All’inizio ero part time e poi dal 2009 sono diventata full-time come Sales & CSO Assistant. Penso di esserci portata, sì. Mi piace quello che faccio quotidianamente ed è ancora più stimolante quando sono coinvolta nelle fiere, nei sales meeting e nelle open house. In Perini si cura molto l’assistenza e l’accoglienza al cliente. Come ufficio vendita abbiamo un motto che è “customer first” e contribuire a questo, anche se in minima parte, mi dà soddisfazione. Da bambina volevo fare la hostess, anche se ora prendere l’aereo non mi piace granché.

Ci sono lati del tuo carattere che credi ti aiutino nel tuo lavoro e altri invece credi ti ostacolino?

Il carattere, come la professionalità, è importante nel lavoro. Soprattutto quando si lavora in gruppo. Personalmente credo di essere portata per i rapporti interpersonali. Mi piace stare con le persone. Mi affascinano. Ho sempre qualcosa da imparare e questo mi fa stare bene in gruppo, a fare lavori di squadra.
L’impulsività e la spontaneità a volte mi ostacolano, forse non dovrei sempre dire quello che penso.

Ci sono aneddoti legati al tuo lavoro, ai colleghi, ai clienti, a qualche commessa o consegna che vorresti raccontare?

Mi viene in mente una cena d’ufficio che ho organizzato in un locale della Versilia. Era la cena dopo un evento importante ed eravamo tutti molto euforici, tanto che è finita a gavettoni. Dopo qualche giorno abbiamo chiamato il locale perché avevamo smarrito un oggetto: mi ha risposto il proprietario
e ci ha tenuto a precisare che eravamo stati molto indisciplinati, sarei voluta sprofondare. Di contro, ci siamo divertiti moltissimo.

Quanto conta il lato umano nel lavoro per te? E per l’azienda?

Il lato umano è importante. Se pensi che passi più tempo al lavoro che in famiglia è come se appartenessimo ad una famiglia parallela, con sinergie e modalità diverse. Però condividi il quotidiano, che è fatto di esperienze, gioie e dispiaceri. L’armonia conta davvero tanto, è il fondamento di ogni famiglia,
un benessere per tutti, sia per le persone che per il successo aziendale.

Quanto incide sul tuo rapporto familiare il lavoro che fai? Orari, stress, impegno ecc…

Ho avuto la fortuna di lavorare part-time quando i miei figli erano piccoli e quindi richiedevano un maggiore impegno e disponibilità. Ora hanno 21 e 18 anni e sono autonomi, perciò riesco a gestire bene lavoro e famiglia. Senza stress.

Conosci il progetto LU.ME.? Cosa ne pensi?


Vi leggo sul giornalino. Ho anche risposto al questionario, ma non ho mai vinto niente. Credo sia un’ottima iniziativa per contribuire a migliorare il territorio e l’ambiente lucchese. Credo che l’unione fa la forza e LU.ME. lo sta dimostrando, così come lo ha dimostrato It’s Tissue, dove le aziende collaborano per progredire. Ho trovato interessante l’Orientagiovani a teatro, un modo originale di informare e comunicare le realtà aziendali del territorio, così come le visite dei ragazzi delle superiori alle aziende, i concorsi per i più piccoli, la distribuzione della carta agli enti, ecc. Alla fine vengono coinvolti un po’ tutti, dai bambini agli studenti.

Hai mai usato la card PiùFamiglia?
Sì, l’ho usata da Pittarello, da Magazine e da Mara Meo e ho avuto finalmente uno sconto del 15%. Abbiamo tantissime carte in famiglia, ma non sempre sono sconti reali quelli che ti fanno. Con la card PiùFamiglia di LU.ME. ci sono invece sconti reali. Per il successo della convenzione deve esserci uno sconto
reale, sennò sono tutti palliativi.

Se ti chiedessero di definirti con una parola, una frase, un modo di dire, un proverbio cosa diresti?

Mi definirei “Perfettamente imperfetta”.

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