Lu.Me. in persona. Intervista a Ymane Chfouka di Sampi.

26 luglio 2016

Da quanti anni fai questo lavoro? Credi di esserci portata o avresti voluto fare altro?


Ho conseguito la laurea nel 2011, inizialmente ho lavorato come consulente fiscale e societaria e da un anno e mezzo ho colto l’opportunità che mi è stata offerta da Sampi. Sono una persona precisa e meticolosa quindi credo di esserci portata, ma da bambina avrei voluto fare il medico.

Ci sono lati del tuo carattere che credi ti aiutino nel tuo lavoro e altri invece credi ti ostacolino?


Il lavoro all’interno del Finance Dpt. richiede un elevato grado di concentrazione ed a volte mi rinchiudo dentro i numeri e posso passare ore ed ore senza parlare con nessuno. E forse questa cosa non è carina perché i colleghi di altri dipartimenti probabilmente non si accorgono della mia presenza in quei giorni. Ma in generale ho un carattere ed apertura mentale tali che mi permettono di relazionarmi facilmente e di stare bene con persone diverse da me, cerco sempre cose nuove da imparare e mi piace lavorare in team quindi condividere le conoscenze.

Ci sono aneddoti legati al tuo lavoro, ai colleghi, ai clienti, a qualche commessa o consegna che vorresti raccontare?


Ogni fine mese, per la chiusura mensile, con i colleghi del Finance scommettiamo su quale sarà il tasso di cambio ufficiale del mese successivo. Tutti mettono in una busta la propria previsione e chi perde, cioè chi si allontana di più dal tasso effettivo, paga la colazione per tutti i colleghi. Stamattina per esempio ci sono le paste offerte dal collega che ha perso la scommessa di questo mese.

Quanto conta il lato umano nel lavoro per te? E per l’azienda?


Il lato umano è fondamentale, anche perché il 90% del tempo lo passiamo in azienda. Poter stringere rapporti con i colleghi ha vantaggi e ricadute anche sul lavoro e non solo sulla vita personale di ciascuno. La nostra azienda è infatti organizzata con scrivanie openspace che permettono a tutti di vedersi e di confrontarsi. Condividere la quotidianità fatta di vittorie e gioie ma anche di problemi e dispiaceri, ci fa sentire parte di una famiglia molto più grande e parallela a quella propria.

Quanto incide sul tuo rapporto familiare il lavoro che fai? Orari, stress, impegno ecc…


Devo dire che non incide per nulla. Quando c’è la passione per il proprio lavoro fare tardi non è pesante, soprattutto perché per adesso non ho figli e posso gestire il tempo con maggiore libertà e flessibilità.

Conosci il progetto LU.ME.? Cosa ne pensi?


Lo conosco e penso che sia un progetto molto interessante che direttamente o indirettamente permette di rafforzare il concetto della Responsabilità Sociale dell’Impresa. Grazie al Progetto LU.ME è possibile conoscere aziende che appartengono allo stesso settore; Leggendo delle iniziative promosse e pubblicate periodicamente sul giornalino ci sentiamo parte di un nucleo più grande ed organizzato al livello territoriale lucchese.

Hai mai usato la carta FamigliaPiù?


Si, l’ho usata al Magazine, da Pittarello e alla libreria Ubik e devo dire che offre la possibilità di usufruire di vantaggi e sconti interessanti.

Se ti chiedessero di definirti con una parola, una frase, un modo di dire, un proverbio cosa diresti?

Sono una persona open-minded. Penso di rappresentare per l’azienda un esempio di Diversity Management Evoluto. Essendo noi un’azienda italiana con casa madre americana rispecchiamo i valori dell’internazionalità anche internamente. Nello scenario attuale caratterizzato da mercati sempre più globali, figure professionali che appartengo a culture diverse sono fondamentali in quanto danno un valore aggiunto ed una competitività all’azienda che si trova ad operare in contesti sempre più internazionali.

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