LU:ME: in persona. Intervista a Alessandro Bosi di A. Celli.

20 marzo 2017

Se avessi una macchina del tempo, in quale momento della tua vita vorresti tornare o andare?

Attualmente, la voglia è quella di vivere il presente, e di impegnarsi per raggiungere i nuovi traguardi che ho davanti e
costruire il mio futuro. Parlando del passato, forse sarebbe importante poter recuperare parte di quella spensieratezza
che c’era nel periodo dell’adolescenza, per poter affrontare con più leggerezza alcune delle questioni di tutti i giorni.

Ti hanno mai ringraziato per qualcosa che hai fatto/detto, come l’essere stato d’esempio per qualche atteggiamento o azione?

Il ringraziamento più importante che ho ricevuto, è certamente quello di essere stato presente nel momento di maggiore
difficoltà di una persona cara; è stato importante esserci con il mio affetto ed il mio supporto per aiutarla e per consentirle di superare un periodo veramente duro.

C’è qualcuno nella tua vita che devi ringraziare per esserti stato d’esempio o per averti aiutato in qualche modo?

I miei genitori, per i valori di onestà, serietà, impegno nello studio e nel lavoro che mi hanno trasmesso, e senza i cui sacrifici non avrei potuto ottenere molto di quello che ho, e di quello che anche in questo momento sto progettando e realizzando.

Qual è la prima cosa che fai quando rientri a casa dopo il lavoro?

Metto da parte le questioni della giornata lavorativa appena trascorsa, e saluto la mia famiglia che mi attende per la cena.

Qual è la prima cosa che fai appena entri in ufficio?

Accendo il mio PC e controllo la posta elettronica, che ormai è diventata un vero e proprio strumento di lavoro.

Hai mai fatto parte di qualche gruppo o organizzazione? (Musica, sport, volontariato) o ti piacerebbe farne parte?

Sport sì, ho giocato per vari anni a calcio, fino alle scuole superiori. Poi quando le squadre non erano più giovanili ma
diventavano professionisti, con l’università che mi lasciava poco tempo, il gruppo di amici che si era separato, ho deciso
di lasciare. Spero presto di potermi dedicare nuovamente a qualche attività sportiva, magari sperimentando altri sport di
squadra.

L’ultima fotografia che hai fatto?

Alcune settimane fa a Milano, dall’ultimo piano del palazzo della Regione; lo spettacolo offerto sulla città e sulle Alpi merita veramente di essere visto.

Ci sono amici nella tua vita che ti porti dietro da quando eri bambino? O ci sono amici di quando eri bambino che ti è dispiaciuto perdere per strada?

Ci sono certamente alcuni amici con i quali sono cresciuto, tutti dello stesso paese, accomunando il percorso scolastico
ed il tempo libero, e che ancora oggi sono presenti; le strade diverse e gli impegni hanno in parte cambiato il tipo di rapporto che avevamo, ma è sempre un piacere vedersi. Altri si sono un po’ persi, ma quelli che sono rimasti sono sicuramente
quelli che contavano.

Se dovessi fare un augurio al mondo, quale sarebbe?

Posso augurare al mondo un futuro fatto di meno egoismi, in cui ogni scelta non debba necessariamente essere guidata dal
proprio tornaconto personale, ma possa essere fatta anche semplicemente per aiutare e fare felice qualcun altro. Piccole
decisioni possono a volte avere un’importanza che non immaginiamo per gli altri.

Conosci il progetto LU.ME.?

Sì lo conosco ed utilizzo la carta per alcune delle convenzioni. Ho visto il ciclismo e la maratona e vari colleghi che hanno
partecipato alle competizioni.

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