LU:ME: in persona. Intervista a Francesca Carli di Fabio Perini

25 luglio 2017

Se avessi una macchina del tempo, in quale momento della tua vita vorresti tornare o andare?
Vorrei tornare all’età di 25/30 anni con tutta la vita davanti, quando mi sono trasferita qui a Lucca. Io sono di Milano, venivo qui in vacanza e poi ho conosciuto un lucchese e mi sono fatta “accalappiare”. Mi piacerebbe senza dubbio anche andare nel futuro per vedere i frutti delle scelte fatte in passato.

Ti hanno mai ringraziato per qualcosa che hai fatto/detto, come l’essere stato d’esempio per qualche atteggiamento o azione?
Vi parlo di una cosa che mi ha colpito particolarmente, perché ho scoperto di avere una forza che non conoscevo. Ero andata a fare il tagliando in officina alla mia auto quando all’improvviso siamo stati colpiti da un urlo di una cliente. Il marito aveva avuto un infarto e lei è andata fuori di testa. Mentre gli altri cercavano di assistere lui, io mi sono dedicata a lei. L’ho calmata, ho cercato di darle conforto in quel momento così difficile e lei mi ha abbracciato fortissimo. Mi ha fatto sentire molto bene.

C’è qualcuno nella tua vita che devi ringraziare per esserti stato d’esempio o per averti aiutato in qualche modo?
Sono tante le persone che devo ringraziare sinceramente, i miei genitori innanzitutto, e tutte quelle persone che mi hanno fatto del bene, che mi sono state d’esempio ma anche quelle che mi hanno fatto del male. Col fatto di aver adottato un figlio abbiamo perso tante amicizie, amicizie che credevamo acquisite e che invece probabilmente non lo erano. Di questo devo ringraziare Erik, mio figlio adottivo, il quale mi ha aperto gli occhi, perché con questa esperienza ho scoperto cos’è l’amicizia, quella vera. Mi sono resa conto che quello che vale resta, tutto il resto non è importante.

Qual è la prima cosa che fai quando rientri a casa dopo il lavoro?
Bacio il mio cane, Sally, è quello che mi viene incontro al mio rientro, mi fa molte feste. Abbiamo un linguaggio tutto nostro e ci capiamo. Siamo le uniche femmine della famiglia.

Qual è la prima cosa che fai appena entri in ufficio?
A parte accendere il computer, con le mie colleghe (siamo 4 donne e un uomo) e siamo tutte mamme e mogli, ci raccontiamo come sono andate le cose coi figli, con la famiglia.

Hai mai fatto parte di qualche gruppo o organizzazione? (Musica, sport, volontariato) o ti piacerebbe farne parte?
Abbiamo partecipato ai gruppi di supporto per le famiglie che volevano adottare un figlio, essendo noi una famiglia esperta. Ti aiuta molto essere anche un genitore biologico come noi, puoi capire le differenze di comportamento perché molti meccanismi non sono automatici.

L’ultima fotografia che hai fatto?
Al mio cane con una pallina in bocca e la lingua penzoloni con mio marito sullo sfondo che ride.

Ci sono amici nella tua vita che ti porti dietro da quando eri bambina? O ci sono amici di quando eri bambina che ti è dispiaciuto perdere per strada?
Le mie compagne di classe del liceo. Ci vediamo raramente, ma quando ci sentiamo è come se non fosse passato neanche un secondo. Del resto siamo diventate donne insieme, siamo legate a filo doppio.

Se dovessi fare un augurio al mondo, quale sarebbe?
Farei un augurio soprattutto alle donne. Dobbiamo lavorare tantissimo sull’educazione dei nostri figli per evitare di crescerli incapaci di accettare un no, ma soprattutto per insegnare loro che l’amore è dare e non è possesso.

Conosci il progetto LU.ME.?
Sì, uso la card per esempio da Pittarello e da “Il Bello delle Donne”, dove, presentando la tessera, ho uno sconto del 20%.

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